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Anonimo said: dio mio, sono così felice per te.

lo sono anch’io, tantissimo.. e ti ringrazio tanto ♥

credo che aspettare, a volte, valga veramente la pena.

25/5 oggi, dopo quattro mesi dalla nostra ultima uscita e dopo mille litigi e indifferenze, sono andata a casa sua. non mi aspettavo niente perché ho imparato a non farmi più illusioni però è successo sul serio: ci siamo baciati. può sembrare una cosa scontata, ma dopo quattro mesi per me non lo è stata, e solo quando ho sentito il suo respiro sul mio collo mi sono resa conto che stava succedendo per davvero. avrei mille cose da dire su questa serata, anche se è durata solo due orette e “altri tre minuti insieme - facciamo cinque”, ma sono stanchissima e felicissima allo stesso tempo. voglio dire solo un paio di cose prima di dormire: 1. sono nel mio letto adesso e ho la sua felpa addosso, 2. per tutti quelli che come me non ne possono più di aspettare uno stronzo che sembra non tornerà mai, dico che a volte succede davvero, a volte torna, a volte si ricomincia a star bene anche se per poco, anche se per due ore soltanto. io credo che ne tanto valga la pena, certe volte. non mollate mai.

Anonimo said: dove hai preso il tuo bel tema?

da un blog con un nome strano che non riesco a linkarti perché sono collegata col telefono, però mi sa che se scrivi su google una cosa tipo “goodbye themes tumblr” mi sa che lo trovi! se non riesci dimmelo che appena entro col pc te lo linko io

non mi faccio la coda di cavallo fuori di casa dalla quinta elementare e pensavo che alcune volte i complimenti della gente non servono perché quando una persona non si piace arriva ad odiarsi per davvero.

Ti ho lasciato credere che ti ho dimenticato per stare bene, per convincermi, per andare avanti anch’io, ma la verità è che io non sono mai andata avanti. Ho conosciute nuove persone, fatto nuove esperienze, ho cercato nuovi amori. Ma tu rimanevi sempre. Rimani sempre. Come ci si dimentica di chi un tempo ci ha salvato?
— Elizabeth Julie Shanti
altemareeinterne said: (volevo dirti che 'affondo' mi ha detto che vai al concerto dei 30stm a Lucca, che chiedevo se ci andava qualcuno. vado pure io :) comunque piacere, Annachiara)

ommioddio, sul serio? per che ora arrivi? piacere, io sono martina :)

Basta rivangare continuamente nel passato sperando che torni ad essere presente, basta insistere con una persona che ormai ci ha dimenticate, basta sperare che torni solo perché ne abbiamo bisogno. Vanno avanti tutti. E ce la dobbiamo fare anche noi. Stare male non ha mai portato a niente di buono. Basta rileggere i vecchi messaggi, basta inventarsi delle scuse per poterlo guardare quei due minuti in più a scuola, basta svegliarsi e controllare che ci sia un suo messaggio e ripetere la stessa cosa ad ogni ora del giorno. Basta ascoltare canzoni deprimenti o guardare film che ci ricordano lui, basta continuare ad uscire con la tristezza addosso e camminare fissando per terra. Basta mettersi sempre una maglia in particolare perché lui aveva detto che ci stava benissimo. L’unica cosa da fare è accettare la cosa. Accettare che lui se n’è andato, che ha deciso di farlo e che sta bene così, e non possiamo neanche permettergli di tornare perché ci ha lasciate sole quando avevamo bisogno di lui. Vanno avanti tutti e ce la possiamo benissimo fare anche noi. Perché ce lo meritiamo. Ce lo meritiamo tutti.
— Martina V.
We’re doing this really fun thing called The Sleepover, where we picked five people from around the world - actually four people, flew them in and they’re gonna spend the night at The Lab tonight, and one person I’m gonna actually let sleep in my bed. Some people emailed me and I saw on Twitter, they’re like ‘that is just disgusting, how could you actually let people sleep in your bed you don’t know’, and I started thinking ‘god, I do that almost every night of the year’ *crowd screams* ‘No, not *that* way, you perverts! I’m talking hotels, you change the sheets’
— Jared Leto, Church of Mars
Cosa racconterò ai miei figli, ai miei vicini di casa più giovani, ai miei nipoti, cosa racconterò? C’e’ chi racconta di guerre, di epoche d’oro, di musica stupenda, discoteche colorate, 68, rivoluzioni, canne lunghissime. Io cosa racconterò di questi cazzo di anni zero? Le bugie, gli i-phone, i computer, facebook, le memes, la germania, la grecia, cose brutte. Niente colori. Cosa racconterò di questi cazzo di anni zero? Racconterò di me, dentro a questi anni, racconterò di chi come me non sapeva cosa raccontare. Racconterò del gelo che sento, racconterò di abbracci negati e di webcam sovraffollate.
— Vasco Brondi
Il dolore cambia le persone.
Esistono ancora le brave ragazze.
Quelle un po’ timide che amano in silenzio, che non ti scrivono “ti amo” ogni ora in bacheca per far sapere a tutti che state insieme, che sono gelose perché sei suo e solo suo. Quelle che non sanno essere dolci per sms, che davanti a una frase smielata sentono i denti cariarsi, ma che mettono troppo amore anche in un “ciao”. Quelle che ci tengono al buongiorno al mattino e si arrabbiano quando non glielo mandi per nascondere la delusione. Quelle che ti chiedono uno dei tuoi felponi in prestito per sentirsi ancora addosso il tuo profumo, che non riescono a stare attente in classe perché pensano continuamente a te. Quelle la cui bellezza non è palese, nascosta dietro un naso che trovano troppo grosso o un sorriso che considerano imperfetto, ma che quando la tiri fuori quella bellezza ti acceca e stai certo che niente ti sembrerà mai più così bello. Quelle che dalla macchina fotografica si tengono lontane e nelle foto hanno sempre la stessa espressione leggermente imbarazzata. Esistono ancora le ragazze che a 20 anni non hanno svenduto la loro verginità, che aspettano. Sono quelle che camminano con gli occhi bassi per strada perché qualcuno ha giocato con loro e con il loro amore. Quelle che si fidano, che non chiamano “troia” qualsiasi ragazza ti si avvicini, che vogliono andare d’accordo con i tuoi amici e piacere ai tuoi genitori. Quelle che fanno errori e se ne pentono, ma che non ti tradirebbero mai. Quelle che vorrebbero solo un ragazzo che le guardasse come si guarda un quadro, quelle che vedono tutte le loro amiche innamorarsi e fidanzarsi e si chiedono perché a loro non succede. Quelle che in discoteca ci vanno per ballare, che anche la storia di un mese se la portano dentro tutta la vita.
Esistono, credimi. Solo che un po’ si nascondono. Perché oggi l’amore viene calcolato in base al numero di frasi romantiche che riesci a scrivere in un social network o in un messaggino qualsiasi, e la bellezza è data da quanto il tuo viso e il tuo corpo siano perfetti. Perché si viene giudicati secondo il numero di “mi piace” in una foto su facebook, per la sicurezza con cui cammini per strada. Perché mettiamo da parte i falsi buonismi e ammettiamolo: una ragazza vergine non viene mai subito apprezzata, soprattutto dopo i 18 anni. Gli amici non sono come quelli dei cartoni animati, anzi. Sono spesso crudeli e i loro commenti possono ferirla più di un coltello. E tu una ragazza che il sabato sera non ha la gonna o i tacchi alti forse non la guardi neanche.
Però esistono, e sono bellissime. E se dopo tutti quei perfetti gusci vuoi essere amato davvero, amato come non lo sei mai stato, scegli una di loro. Scegli la ragazza seduta nell’angolino alle feste. Scegli quella che ti guarda spaventata in una muta preghiera di non distruggere anche tu quel poco di autostima che le resta. Difendila da tutto e da tutti, falla sentire bellissima.
Cercala disperatamente, perché ha solo bisogno che qualcuno le ricordi quanto è bello che le ragazze come lei esistano ancora.
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